Tu come dormi?

Quando chiedo ai miei clienti come dormono, i più simpatici rispondono: ”di lato”, ”a pancia in giù”, “con il pigiamone della nonna” e non nego che ogni volta che capita mi strappano una risata. Sopratutto perché alcune volte sono seri ed effettivamente non capiscono la domanda. Probabilmente sembra strano che un Farmacista si interessi al loro sonno, essendosi recati in Farmacia per altre ragioni.

Una volta compresa la domanda,  la maggior parte delle persone iniziano a descrivermi varie problematiche legate al riposo notturno. In tanti faticano ad avere un sonno ristoratore e questo si ripercuote sul nostro stato di salute fisica e psichica. 

Per quanto riguarda i meccanismi fondamentali del sonno, a livello scientifico siamo ancora nel campo delle teorie. Abbiamo tuttavia alcune certezze, una di queste è che durante la notte, il nostro sistema utilizza molta energia: il metabolismo basale non si “spegne”. Questo è un evidente segnale di come il nostro corpo, in qualche modo, utilizzi il riposo notturno per..“fare qualcosa”

Durante il riposo notturno il sistema si attiva per:

– riparare i tessuti

– ripulire la matrice dalle scorie metaboliche

Durante la notte avviene un vero e proprio processo di rigenerazione tessutale e di eliminazione delle tossine prodotte durante la fase diurna (stress). Recentemente abbiamo potuto osservare come, durante il sonno, lo spazio tra le cellule cerebrali aumenti per permettere al sistema nervoso di eliminare le tossine che sono state accumulate durante il giorno. Questi processi sono fondamentali per ripristinare ad integrum le strutture che sono state consumate durante la fase diurna ed eliminare ciò che non deve essere più utilizzato.

Possiamo intuire come un cervello senza tossine sia organo che sicuramente avrà la possibilità di funzionare meglio e questo vale sia per le attività cognitive sia per la corretta gestione delle emozioni.

Il sonno, dunque, è molto importante e qualsiasi sua alterazione dovrà essere presa seriamente in considerazione. Non dobbiamo sottovalutare i disturbi del sonno anche se con gli anni possiamo abituarci a dormire poco o sopportiamo i continui risvegli notturni.

I disturbi del sonno possono essere svariati, tuttavia, per semplificare, possiamo suddividerne i sintomi in due grandi categorie: chi fatica ad addormentarsi e chi invece soffre di risvegli notturni.

Nel primo caso possiamo iniziare con un approccio naturale che ci aiuti a disattivare l’iperideazione che ci tiene svegli. Estratti di valeriana, passiflora lavorano sui neurotrasmettitori della sedazione, l’ escoltiza funziona bene come ipno-inducente, la melissa rilassa. Vi sono dei casi in cui l’insonnia è accompagnata da una sensazione di battito accelerato o addirittura di tachicardia: in questi casi l’aggiunta di biancospino migliora anche queste sintomatologie. C’è chi è resistente a questi rimedi oppure chi sviluppa effetto paradosso a valeriana e melissa (sensazione addirittura di aumentata agitazione), a queste persone consiglio di utilizzare papavero e ginestrino.

Nel secondo caso invece abbiamo di fronte persone che si addormentano facilmente tuttavia non hanno un sonno ristoratore a causa di continui risvegli. Questo è il caso di coloro che “stressano” troppo durante il giorno e di conseguenza, andando in eccesso di recupero notturno, vengono risvegliati nel cuore della notte da vere e proprie scariche di adrenalina. Sedare come nel primo caso sarebbe inutile e spesso controproducente; occorre allora nutrire e sostenere il sistema durante il giorno. Per questo motivo consiglio preparati contenenti camomilla e melissa per regolare il tono del sistema nervoso ma anche luppolo, avena e talvolta iperico per sostenere l’organismo e renderlo più performante durante il giorno.

In tutto questo, la melatonina (molto utilizzata), può essere presa in considerazione come regolatore del primo sonno. Viviamo in una società dove lo sbilanciamento verso la serotonina (ormone del giorno) è netto a causa dell’eccessivo utilizzo della luce artificiale e a causa della luce blu dei nostri smartphone e tablet. Per chi usa la melatonina, consiglio di associare zinco e selenio che aiutano a sostenere anche l’attività della tiroide che è coinvolta nella modulazione del ritmo sonno-veglia.

Ricordiamo però che la melatonina ha un’azione “ormonale”!!!

Un suo utilizzo prolungato potrebbe alterare il nostro equilibrio spostandoci verso la componente depressiva. Meglio utilizzarla con le dovute cautele.

Autore

Roberto Camnasio

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