Questo proprio non lo digerisco!

Questo proprio non lo digerisco! Se prendiamo questa frase fuori contesto, il soggetto, “questo”, potrebbe riferirsi ad un nuovo collega, ad un nuovo incarico, ad un brutto voto oppure ad un alimento. Nei primi tre casi il vissuto emozionale negativo può incidere allo stesso modo di un alimento indigesto sulle funzioni del nostro apparato gastroenterico.

La capacità di digerire, trasformare quindi assimilare (rendere a se simile) ciò che introduciamo con la dieta è una funzione arcaica controllata quasi esclusivamente dal nostro sistema nervoso autonomo. Come dalla capacità di procurarci il cibo dipende la nostra sopravvivenza, questa dipende anche dalla nostra capacità di digerirlo e trasformarlo al fine di ricavarne energia e nutrimento plastico.

Il cibo non fornisce solo macro e micronutrienti necessari alla produzione di energia, ci permette di introdurre vitamine, minerali, enzimi, cofattori e molte molecole proteiche che hanno una funzione plastica o regolatoria. Non solo energia, dal cibo otteniamo struttura e regolazione psiconeuroendocrina e immunologica. Il cibo è nutrimento!

L’unica parte del processo digestivo che dipende direttamente dalla nostra volontà è la masticazione, più sarà il tempo dedicato alla masticazione migliore sarà la digestione degli amidi. Tutto il resto del percorso digestivo possiamo sostenerlo e regolarlo con l’aiuto di rimedi che devono tenere conto della fisiologia della digestione evitando di inibire alcuni meccanismi che possono produrre a cascata effetti negativi su tutto il processo. Procinetici e inibitori di pompa sono un classico esempio di farmaci che possono alterare l’equilibrio dei processi digestivi quando vengono utilizzati in modo improprio. I procinetici come la metoclopramide favoriscono lo svuotamento gastrico in tutti i casi di nausea e difficoltà digestive, utilizzati a lungo o impropriamente portano letteralmente a spingere il bolo indigerito verso l’intestino provocando a valle alterazioni dei processi fermentativi e putrefattivi (causa di bruciore, gonfiore e fastidio a livello addominale). Lo stesso accade quando utilizziamo inibitori di pompa protonica come il pantoprazolo senza un adeguato consiglio del medico curante. Talvolta i disturbi digestivi non dipendono da un eccesso di acidità bensì da un deficit di funzione digestiva, in questi casi l’utilizzo di inibitori di pompa che riducono ulteriormente la produzione di acido livello gastrico portano ad una situazione in cui gli enzimi che permettono la digestione delle proteine non saranno attivati con conseguente aumento della quota di proteine che raggiungono indigerite l’intestino causando così un aumento dei fenomeni putrefattivi (gonfiore e flatulenza).

In seguito agli eccessi delle feste può succedere che il nostro apparato gastrointestinale risulti sovraccaricato, in particolare possono aver bisogno di una mano STOMACO – FEGATO – PANCREAS, l’INTESTINO di conseguenza poiché si trova a ricevere tutto ciò che arriva da sopra. 

Indipendentemente dall’organo maggiormente coinvolto il consiglio, in questa fase dell’anno, è quello di ridurre il carico cercando di introdurre quantità inferiori di cibo in termini di calorie. La riduzione delle quantità introdotte o l’impostazione di un digiuno intermittente ben seguito possono aiutare il nostro sistema ad attivare i processi fisiologici di detossificazione dalle scorie che abbiamo introdotto in eccesso. Insieme alla riduzione delle quantità introdotte consiglio di introdurre un pool di enzimi digestivi (amilasi, proteasi, lattasi, cellulasi e lipasi) per permettere di sollevare ulteriormente il nostro apparato digerente e permettere in questo modo una digestione completa di ciò che introduciamo. Assumete gli enzimi prima dei due pasti principali. Le tossine espulse dal nostro organismo e le scorie prodotte in seguito all’utilizzo degli enzimi devono essere neutralizzate e veicolate fuori dall’organismo attraverso gli organi escretori e per favorire questo processo vi consiglio 20 giorni di Gemme di Micol BASE da assumere 20 gtt prima di colazione e prima di cena. A seconda dei casi è interessante associare un gemmoderivato specifico per la funzione d’organo: secale, melo e rosmarino per il FEGATO, noce, ginepro e nocciolo per il PANCREAS, tiglio, fico e melo per lo STOMACO, tiglio, fico e mirtillo rosso per il COLON. Considerando che gli eccessi alimentari delle feste in qualche modo avranno comunque adattato la flora del nostro intestino, nella fase iniziale di depurazione è opportuno associare sempre un lisato batterico per almeno 6 giorni al fine di ripristinare un equilibrio della flora. 

Merita un particolare approfondimento la “gastrite” che spesso viene curata con “antiacidi” mentre nella maggior parte dei casi è causata da stress dove non aumenta la secrezione di acidi bensì vi è una maggior sensibilità recettoriale all’aggressione acida. In questi casi il sintomo si presenta più facilmente al risveglio, lontano dai pasti e peggiora bevendo caffè o altri eccitanti. Consiglio allora di modulare l’eccesso di stress utilizzando i gemmoderivati di tiglio fico e melo (Gemme di Micol SVB) associati al rimedio floreale MFR 3 nel caso fosse possibile riscontrare anche una componente emotiva. Nella restante parte dei casi la gastrite è causata da un eccesso di acido. Il sintomo di solito peggiora dopo i pasti oppure la sera o nel weekend quando siamo più rilassati. Possiamo alleviare il sintomo proteggendo la mucosa e aiutando la funzione digestiva con gli estratti fluidi di Liquirizia, Camomilla e Menta foglie (Gastrodal) e non abbiate paura della menta in questo caso non si tratta dell’olio essenziale. Particolare attenzione meritano i soggetti allergici che spesso ne soffrono in prossimità del cambio di stagione proprio a causa dell’istamina che fa da booster nella produzione di acido inoltre questi soggetti talvolta sono anche maggiormente sensibili allo stress da adattamento al cambio di stagione. In questi casi è più efficace associare le Gemme di Micol SVB e Gastrodal.

A tutti coloro che necessitano un intervento di ripristino mirato o per chi si pone obiettivi sportivi o di dimagrimento nei primi mesi dell’anno, consiglio sempre di eliminare in questo periodo i “presunti campi di disturbo d’alimento” effettuando un test specifico: SLIMTEST per chi desidera perdere qualche chilo, BIOTRICOTEST per un’azione detox-deflog mirata, TRAININGTEST per favorire la performance e il recupero nello sportivo. E’ molto importante non confondere i “presunti campi di disturbo d’alimento” con le intolleranza propriamente dette e le allergie. Le intolleranze riconosciute ufficialmente sono l’intolleranza al lattosio (secondaria ad un deficit di enzima lattasi) e l’intolleranza al glutine (incapacità di metabolizzare il glutine). Le allergie si riferiscono ad una risposta immunitaria IgE mediata che si scatena in seguito all’ingestione di alimenti, all’inalazione o al contatto con allergeni che provocano quasi sempre sintomi acuti. I test che indagano i “presunti campi di disturbo d’alimento” non sono riconosciuti scientificamente tuttavia ci permettono di identificare alcuni alimenti che rappresentano un campo di disturbo, quindi un probabile carico per il nostro organismo. Per semplificare possiamo dire che l’eliminazione del campo di disturbo per un breve periodo di tempo permette di togliere una zavorra al nostro organismo mentre ci occupiamo di ripristinare più velocemente l’equilibrio. 

Un modo per indagare la salute del nostro apparato digerente è osservarne il prodotto. Questa può sembrare la parte più sgradevole del lavoro tuttavia osservare le feci può essere d’aiuto nella scelta dell’integrazione più opportuna. Ricordo sempre quanto diceva una delle mie insegnanti gastroenterologa: “ognuno ha la cacca che si merita” e devo dire che aveva ragione!

Feci caprine associate a stipsi sono spesso dovute ad eccesso di stress e attivazione eccessiva del sistema nervoso simpatico, sarà opportuno ridurre l’eccesso di stress con Magnesium Phosphoricum, Magnesio, o Tiglio.

Feci sfatte e acide ci fanno pensare ad acidosi e probabile carenza enzimatica (stomaco), possiamo utilizzare enzimi e prodotti che riducano l’infiammazione e la putrefazione intestinale.

Feci chiare e grasse indicano un probabile deficit biliare, in questo caso possiamo favorire l’attività della colecisti con fitoterapici come la fumaria, il cardo la genziana in estratto totale.

Feci scure e untuose, possono essere correlate a sovraccarico epatico e ancora una volta alterazioni della bile con disbiosi putrefattiva. Utilizzeremo enzimi e i gemmoderivati di Secale, Melo e Rosmarino per regolarizzare la funzione del fegato.

Feci con muco indicano una probabile disbiosi fermentativa. Consiglio enzimi specifici per ridurre la fermentazione combinati all’azione antifermentativa dei gemmoderivati di mirtillo rosso, mirtillo nero e noce.

Come abbiamo ricordato all’inizio, in alcuni casi, la componente emozionale può essere l’innesco di alcuni disturbi a carico del sistema digerente. In questi casi non talvolta non è risolutivo l’utilizzo di gemmoderivati, enzimi o altri rimedi che svolgono la loro azione specialmente a livello fisico. In questi casi è opportuno utilizzare rimedi floreali sulla componente emozionale. Fare un lavoro sulla propria persona e magari affidarsi ad un professionista della salute mentale può essere importante in questi casi.

Abbiamo capito quanto sia importante la digestione, per questo saper cogliere i sintomi che originano dal nostro apparato gastroenterico è molto importante perché possono essere il campanello d’allarme di condizioni più complesse e disfunzioni più profonde.

Dott. Roberto Camnasio

Farmacista

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