La nutrizione cambia con noi

#nopainnogain

Oggi Facebook mi ha proposto un lontano ricordo, otto anni fa avevo completato il mio primo corso di nutrizione nello sportivo. Avevo deciso di iscrivermi al corso perché troppi atleti che seguivo in Farmacia, sotto il profilo  dell’integrazione sportiva, avevano abitudini alimentari che sarebbero sembrate malsane anche per un sedentario dedito esclusivamente al tuttofare da frigo!  

Era il 2017 da lì a breve sarebbe nato mio figlio, poi arrivò la pandemia che sconvolse l’epidemiologia di tutto il mondo, si affermarono i social e vari strumenti digitali per lo svago e l’apprendimento e  in tutto questo c’è ancora chi vuole farci credere che l’alimentazione sana sia ancora legata a regole vetuste degli anni ‘60!!!

No, non è così, solo negli ultimi otto anni sono cambiate tante cose ed è cambiata anche la piramide della nutrizione sportiva, sempre in evoluzione.

Gli atleti sono più preparati e più seguiti, la tecnologia ci permette di calcolare quasi tutto tuttavia ci sono ancora diversi aspetti legati al cibo che dobbiamo approfondire. 

Sul fatto che il cibo non sia solo calore (CALORIE Kcal ecc ecc) siamo ormai tutti d’accordo, abbiamo imparato a vedere il cibo come molecole, enzimi, coenzimi con una vera e propria funzione catalitica oltre che nutritiva. 

Il passaggio successivo può essere quello che il cibo si porta dietro diverse informazioni rispetto all’ambiente dove è stato coltivato – allevato – raccolto. Su questo ambito occorre fare ancora tanti passi avanti tuttavia siamo nell’epoca della medicina nucleare e della AI e questo penso che possa aiutarci ad avere nuovi strumenti di studio. 

Facendo i conti con l’esperienza che ho maturato in questi anni, posso affermare che il cibo non è tutto, nonostante rimanga una base di partenza importante, il corpo di un atleta ha bisogno di essere regolato attraverso la corretta integrazione funzionale, sempre, poiché spinto oltre il suo limite. 

Sempre più spesso ci vengono propinate diete miracolose, senza stress e senza fatica, l’alimentazione sui social è un argomento molto cool e genera molti like. non dimentichiamo però che l’alimento fa parte di noi e quello che mangiamo dipende dalle nostre abitudini, dalla nostra cultura, dalle nostre emozioni e da tantissimi altri fattori che non sono omologabili. Il corpo ci manda dei segnali anche attraverso l’alimentazione e noi dobbiamo ascoltarlo per essere in grado di coglierli. Quello che possiamo fare e che va bene per tutti è puntare sulla qualità!

Edo, il mio allenatore mi diceva che l’atletica è l’arte di migliorare se stessi e la fatica era il mezzo. Lo diceva riferito allo sport, io lo intendo a tutti gli ambiti della vita. 

Anche se abbiamo l’AI impariamo a fare la FATICA di fare una ricerca, anche se abbiamo i webinar impariamo a fare la FATICA di andare a seguire un corso di formazione in presenza, anche se abbiamo Spotify facciamo la FATICA di andare a le ascoltare i nostri musicisti preferiti, anche se abbiamo tutto a portata di mano quando entriamo in un suoermercato, facciamo un po’ di FATICA e impariamo a SEGLIERE la nostra alimentazione.

NB Borzacchiello (esperto di linguistica che studio e seguo da tempo) potrebbe aver da dire sull’uso eccessivo della parola fatica. A volte non si può tradurre tutto in positivo, in questo caso possiamo essere FELICI di intendere la fatica come un un bel modo per sentirci REALIZZATI, insomma: FELICEMENTE STANCHI.

Una opinione su "La nutrizione cambia con noi"

  1. Bellissimo ricordo, mi ha emozionata rileggerlo. Da tempo sogno un progetto formativo basato sulla tua esperienza e passione — sarebbe un dono prezioso per la nostra società sportiva. a presto

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